Vercelli – Chiesa di San Bernardino

Disposizione Fonica, Bernasconi 1892
Restauto, Dell’Orto & Lanzini

I man. – G.O.

Tromba 8’

Clarinetto 8’

Eufonio 8’

Flauto Traverso 8’

Flautino 2’

Cornetta

Voce Umana 8’

Principale 16’

Principale 8’

Ottava 4’

Duodecima 3’

Decimaquinta 2’

Tre di Ripieno

Tre di Ripieno

II man. – O. E.

Oboe 8’

Gamba 8’

Flebile 8’

Violone 8’

Violino 4’

Flauto in ottava 4’

 Pedale

Contrabbaso 16’

Basso 8’

Timpani 8’

Bombardi 16’

 

San Martino di Rosignano – Chiesa Parrocchiale

Organo Giovanni Marelli – Milano
1895 ca.

due manuali da 58 note
pedaliera rettilinea di 27 note

Disposizione fonica

Manuale I (G. O.)

Principale 8′
Eufonio 8′
Bordone 8′
Ottava 4′
Pieno 3 file
Tromba 8′

Manuale II (Espr.)

Principale Violone 8′
Salicionale 8′
Unda Maris 8′
Oboe 8′

Pedale

Contrabbassi 16′
Basso dolce 16′
Basso 8′

Pedaletti

Unione tasto/pedale – Pianissimo II org. – Forte II org. – Pieno org. I – Fortissimo org. I – Unione 2 tastiere – Staffa espressione

Casorzo – Chiesa Parrocchiale

Organo Lingiardi op. 127 del 1860
(restaurato da F.lli Marzi – ultimo intervento 2015)

Disposizione Fonica

Cassa armonica

Flauto in Selva bassi (8′)
Flauto in Selva soprani (8′)
Principale soprani (8′)
Ottava soprani (4′)
Violoncello soprani (16′)
Oboè bassi (8′)
Oboè soprani (8′)

Terzamano
Voce Umana
Corni Dolci (16’)
Flauto traverso (8’)
Viola bassi
Violetta bassi
Tromba soprani
Fagotto bassi
Tromba soprani (16’)
Corno inglese (16’)
Clarone bassi (4’)
Ottavino soprani
Flauto armonico soprani
Cornetto a quattro voci
Bombarde pedali
Timpani

Campanelli alla tastiera
Principale 16’ bassi
Principale 16’ soprani
Principale 8’ bassi
Principale 8’ soprani
Ottava 4’ bassi
Ottava 4’ soprani
Duodecima bassi
Duodecima soprani
Decimaquinta
Decimanona
Ripieno
Ripieno
Ripieno
Quinta e Ottava Pedali
Contrabbassi e Rinforzi

Pedaletti

distacco tasto al pedale – tremolo – espressione – terzamano

Tastiera di 61 note
Pedaliera di 20 note (non originale)

Occimiano – Chiesa Madonna del Rosario

Chiesa Confraternita del SS. Nome di Gesù e Rosario
organo Serassi 1837 restaurato nel 2011 da Fabio Stocco

Descrizione dello strumento

Organo costruito dai Fratelli Serassi di Bergamo nel 1837, opus 534 e rimaneggiato dagli stessi Serassi nel 1839 con col numero d’opus 542.
Lo strumento è collocato sopra il portale d’ingresso in cantoria lignea con parapetto. La cassa, ancorata alla controfacciata, è in legno dipinto, di semplice fattura, in stile neoclassico.
Le 23 canne del prospetto sono di stagno e non sono tutte originali. Sono disposte a ricuspide in unica campata, una centrale e due laterali. La canna maggiore corrisponde al Mi1 del Principale 8’ bassi. Il profilo è piatto, le bocche allineate con labbro superiore a mitria con puntino a sbalzo.
La tastiera, originale, è collocata a finestra. Consta di 50 tasti con estensione Do1 – Fa5, prima ottava corta, ad uso cembalo, i tasti diatonici ricoperti in ebano e i cromatici in osso, spezzatura tra bassi e soprani Si2 – Do3.
La pedaliera attuale è stata posata nel 1895 in sostituzione dell’originale Serassiana con ottava corta. E’ in noce ed è del tipo a leggio con 20 pedali, estensione Do1 – Sol2, con 12 note reali. La prima ottava è cromatica mentre gli ultimi tre pedali azionano rispettivamente la Terza Mano, Rollo a Canne e Campanelli nei Soprani.
La manticeria è costituita da due mantici a cuneo a cinque pieghe: il primo non originale, posato nel 1895, collocato entro il basamento; l’altro, originale, è collocato alla destra dello strumento. L’alimentazione dell’aria viene garantita da un elettroventilatore con valvola a tendina di non ritorno. Originariamente l’azionamento era a corde. Rimangono tracce dell’azionamento a manovella ma risulta assente il sistema a pompe. La trasmissione è interamente meccanica di tipo sospeso, stecche di legno e catenacci forgiati in ferro legati con ottone crudo. Somiere maestro originale in noce di tipo a vento. La secreta è racchiusa da ante ciascuna fermata da farfalle in legno. Ventilabri d’abete, sono 50, di taglio triangolare ad apertura frontale. I pettini in noce sono 20. Altri somieri: uno sul fondo della cassa a destra per le canne in legno dei Contrabassi 16’ e rinforzi 8’ ai pedali; uno posto sulla sinistra per le canne di Principale 16’, seconda ottava; uno fuori cassa, aggiunto dai Serassi nel 1839, per le restanti canne dei Contrabassi 16’e Rinforzi 8’. Il crivello è in cartone con le bocche delle canne poste superiormente. Le canne metalliche di lega stagno-piombo, sono tutte originali, di ottima fattura: lo spessore del metallo è notevole, le bocche sono molto basse ma ottimamente tagliate. Presentano la numerazione tipica Serassiana.
Le tube dei registri ad ancia sono in stagno, come pure le canne di Principale 8’, Principale di 16’ soprani, Cornetto I, Cornetto II, Flauto Traversiere, Viola bassi e Ottavino. Le canne di legno sono verniciate con terra rossa, secondo l’antica tradizione organaria. Le sei canne di Contrabasso hanno la valvola semitonale: Do-Do#, Re-Re#, Mi-Fa, Fa#-Sol, Sol#-La, La#- Si. Il Rollo a Canne utilizza due canne del Contrabasso.
Il Flauto Traversiere presenta le prime dieci canne a forma di clessidra, successivamente è armonico, col foro. Il Flauto in Ottava ha la prima ottava in comune con l’Ottava bassi. Il Fagotto bassi ha le prime cinque canne bastarde. Le Trombe soprani nell’ultima ottava sono labiali a forma di cono rovesciato, il Violoncello soprani ha le ultime canne labiali. Le canne di Cornetto I e II hanno la forma di cono rovesciato. Le canne corrispondenti al primo Do, Re e Mi della Voce Umana sono sistemate in facciata. La prima canna del Fagotto presenta una scritta originale a china: “Genova”. Dalle segnature sulla tavola dei catenacci rileviamo che originariamente era previsto il registro Corno Inglese. Venne sostituito dal Violoncello.
I comandi dei registri sono disposti a destra della tastiera in due colonne verticali, costituiti da manette in legno a sezione quadrangolare, tipiche dei Serassi, azionabili da destra verso sinistra con aggancio. I cartellini a stampa sono copie precise degli originali Serassi. 

ISCRIZIONI RILEVATE
– Sul listello frontale della tastiera, a stampa e manoscritta ad inchiostro su cartoncino:
n. 534 Fratelli Serassi Bergamo 1837
– All’interno dell’organo sulla contro soffittatura della cassa, a matita: Politura 1895
– Ricostruzione delle canne mancanti
Quinta decima canne mancanti n. 1
Vigesima Seconda canne mancanti n. 1
Vigesima nona I canne mancanti n. 50
Vigesima nona II canne mancanti n. 9
Trigesima Terza canne mancanti n. 50
Voce Umana canne mancanti n. 1
– Pressione del vento di alimentazione delle canne:
42 mm in colonna d’acqua.
– Corista:
La3 444 Hz alla temperatura di 23 o C.
– Temperamento equabile
– Canne totali: 840

Disposizione Fonica

Colonna sinistra


Campanelli
Cornetto I
Cornetto II
Fagotto nè bassi
Trombe soprani
Violoncello nè
Viola nei bassi
Flauto traversière nè soprani
Flauto in ottava
Ottavino nè soprani
Voce Umana

Colonna destra


Principale bassi di 16’
Principale soprani di 16’
Principale bassi
Principale soprani
Ottava bassi
Ottava soprani
Quinta decima
Decima nona
Vigesima seconda
Vigesima sesta e nona
Trigesima terza e sesta
Contabassi con ottave

Giarole – Chiesa parrocchiale di S. Pietro

Organo costruito da Giuseppe Gandini nel 1913

Disposizione Fonica

Grand’Organo (56 note)
Principale 16’
Principale 8′
Ottava 4’
Duodecima 2 2/3
Quintadecima 2’
Ripieno
Flauto 8’
Viola Gamba 8’
Unda Maris 8’
Tromba 8’

Organo Espressivo (56 note)
Concerto violini
Viola 8’
Bordone 8’
Eufonio 8’
Flauto 4’
Oboe 8’

Pedale (27 note)
bassi 16’
bassi 8’

Unione I al pedale
Unione II al pedale
Unione tastiere

Pozzengo – Chiesa di San Bononio

Organo costruito nella seconda metà del XVIII secolo da organaro Anonimo


Breve storia dello strumento
l’organo presente nella Chiesa parrocchiale di San Bononio in Pozzengo di Mombello M.to proviene certamente da altra collocazione. Per la tipologia di costruzione osservata è da attribuirsi alla scuola di Liborio Grisante, organaro napoletano trasferitosi ad Asti intorno alla prima metà del 1700 quindi anche a Giuseppe Savina di Asti, allievo dell’organaro napoletano che rispecchiava le linee costruttive del maestro, la cassa, il somiere, la tastiera ed anche le canne di metallo pur ritrovate in pessime condizioni di conservazione sono appunto molto vicine alla tipologia dei due organari sopraccitati.
La disposizione dei registri sul somiere inoltre rispecchia quella che solitamente veniva adottata dal Grisante sugli strumenti da lui costruiti. Nel gruppo eterogeneo di canne però se ne trovano altre anch’ esse fine 700′ inizio 800′. Ciò può essere spiegato dal fatto appunto che l’organo originale era collocato in altra sede e successivamente spostato alla attuale posizione dall’organaro che fece delle integrazioni sostituendo le canne forse
danneggiate o non più utilizzabili. Altri particolari come i manubri dei registri posti alla destra della tastiera avevano probabilmente sostituito gli originali pomelli ad estrazione. Tale intervento può essere databile ed attribuibile grazie ad un cartellino ritrovato all’interno di un mantice da due “operatori” allo stato attuale sconosciuti nel campo organario. La scritta ad inchiostro cita:
Rimodernato in Casal questo Organo jo Gio Batt{..] Dellorme francesse. e fatto novo questo mantici, insieme Giuseppe Vimonti di Casale, a Li 11 Giuno 1767 [data cancellata] 1804
In ultima analisi lo strumento rispecchia in gran parte la sua originale fisionomia, con le modifiche apportate nel primo intervento effettuato sullo strumento, e soprattutto a livello estetico ripresenta la configurazione voluta dal Grisanti. Per contro alcuni dati quali:
– la pressione elevata riscontrata. dettata dall’ altezza bocca delle canne pari a 58 mm in H2O
– Do1 Re1 Mi1 Fa1 del principale da 8′ costruite in legno di castagno. ed in piombo martellinato dal Sol1 al Si1.
– la presenza di una stecca subito dopo quella di facciata che fornisce aria ad un registro di “ROLLO” formato da canne di legno da 2 piedi circa non trovano riscontro nella tipologia di organi di scuola grisantiana fino ad ora da noi
conosciuta. Tali dati potranno in futuro essere utili per una più precisa attribuzione dello strumento

Disposizione fonica

Rollo
Principale 8′
Ottava 4′
Quintadecima 2′
Decimanona
Vigesimaseconda
2 file di ripieno
Flauto 4′
cornetto
Voce umana 8′

Foto della chiesa e dell’organo

Moncalvo – Chiesa di San Francesco

Organo Vincenzo Mascioni del 1942

2 tastiere di 58 note e pedaliera di 30 note

I Manuale – G. O.

1. Principale 16’
2. Principale 8’
3. Principale 8’
4. Ottava 4’
5. Duodecima 2 2/3’
6. Quintadecima 2’
7. Ripieno 3 file 1 1/3’
8. Ripieno 3 file 1’
9. Flauto 8’
10. Flauto 4’
11. Dulciana 8’
12. Tromba 16’
13. Tromba 8’
14. Clarinetto 8’
15. Clarone 4’
 

II Manuale – Recit. Exp.

16. Principale 8’
17. Ottava 4’
18. Ripieno 3 file 2’
19. Bordone 8’
20. Flauto 4’
21. Flauto in XII 2 2/3’
22. Flauto in XV 2’
23. Cornetto 2 file 2 2/3 – 1 3/5’
24. Viola 8’
25. Celeste 8’
26. Oboe 8’
 

Pedale

27. Contrabbasso 16’
28. Principale 16’
29. Subbasso 16’
30. Basso 8’
31. Principale 8’
32. Bordone 8’
33. Ottava 4’
34. Tromba 16’
35. Tromba 8’
36. Fagotto 8’
37. Clarone 4’
38. Chiarina 4’
 

Unioni e Accoppiamenti

39. I – Ped. 8’
40. II – Ped 8’
41. II – I 8’
42. I – Ped 4’
43. II – Ped 4’
44. I – I 4’
45. II – I 16’
46. II – I 4’
47. II – II 16’
48. II – II 4’

Alessadria – Chiesa di S. Giovanni Evangelista

Disposizione Fonica

3 tastiere di 61 note (Do-do) – pedaliera 32 note (Do-sol)

I Manuale – G. O.
1. Principale 16′
2. Principale 8′
3. Flauto doppio 8′
4. Viola da Gamba 8′
5. Ottava 4′
6. Flauto 4′
7. Duodecima 2.2/3′
8. Quintadecima 2′
9. Ripieno 4/6 file 1.1/3′
10. Cornetto 5 file 8′
11. Tromba 16′
12. Tromba 8′
13. Campane
II Manuale – Pos.
14. Principale 8′
15. Flauto a camino 8′
16. Ottava 4′
17. Flauto a cuspide 4′
18. Flauto in XII 2.2/3′
19. Ottavina 2′
20. Terza 1.3/5′
21. Cembalo 2 file 1′
22. Cromorno 8′
Unioni
48. I 8 Ped
49. II 8 Ped
50. III 8 Ped
51. II 8 I
52. III 8 I
53. III 8 II
 III Manuale – Rec. exp.
23. Controgamba 16′
24. Principale 8′
25. Corno di Notte 8′
26. Salicionale 8′
27. Flauto 4′
28. Flautino 2′
29. Terziana 5.1/3′
30. Plein Jeu 3/5 file 2′
31. Tromba armonica 8′
32. Oboe 8′
33. Voix Humaine 8′
34. Voce Celeste 8′
Tremolo
Pedale
35. Contrabasso 16′
36. Subbasso 16′
37. Quinta 10.2/3′
38. Basso 8′
39. Flauto 8′
40. Corno 4′
41. Bombarda 16′
42. Controfagotto 16′
43. Fagotto 8′
44. Fagottino 4′
Tuba (orizzontale sul tetto) 400 mm.
45. Tuba 8′ al III
46. Tuba 8′ al I
47. Tuba 8′ al Ped

 

Accoppiamenti
54. III 16 I
55. III 4 I
56. III 4  Ped

La genesi dell’organo

Dopo la realizzazione della fontana con il Cristo Risorto e S. Giovanni Evangelista, primo testimone tra gli apostoli della Risurrezione di Gesù, ora si è realizzato il sogno di avere nella nostra comunità uno strumento di valore, un’opera d’arte che sia espressione di questo Rione che sta crescendo unito nei valori umani e di fede. Come dice François Gervais: “Dio non ti ispira nessun sogno senza darti il potere di realizzarlo”.Per cui va al Signore la nostra prima riconoscenza.

Lo strumento dell’organo dà risalto alle celebrazioni: aiuta ad elevare la lode al Signore. La musica è un mistero di suoni che vengono dall’alto e in essi la comunità si sente coinvolta. Aiuta a rendere più gioioso il giorno di festa,  aiuta ad elevare a Dio la propria anima e mettere nelle sue mani le anime dei nostri cari. La musica è l’espressione del cuore e della mente. Dove mancano le parole, parla la musica. Diceva Pio XII: “La bella musica è un linguaggio universale che parla direttamente da cuore a cuore, oltre i muri, oltre i confini delle nazioni”.

Quest’anno coincide con il mio 40° anniversario di sacerdozio. Per cui quest’opera vorrebbe significare il mio grazie a Mons. Giuseppe Almici che mi ha ordinato sacerdote, a Mons. Fernando Charrier che ha permesso e incoraggiato l’opera, ai parrocchiani e amici che l’hanno sostenuta. Ringrazio i responsabili dell’Ufficio diocesano dell’arte sacra Prof. Luciano Orsini e l’Architetto Dott. Luigi Visconti per i validi suggerimenti.

L’offerta maggiore per iniziare l’opera è stata data dai miei Genitori Luigi ed Ines: frutto di anni di lavoro e sacrifici nelle terre del Polesine. Il 2 Giugno è il giorno di nascita di mio padre, ed è questo il motivo della scelta del giorno per l’inaugurazione. Alle perplessità di un’avventura nel realizzare un’opera come questa (ricordo le parole del Diacono Antonio Travaino: “Ce la farai? Io avrei paura di un’impresa così!), sono venuti in aiuto due grandi amici, Renato Alignani e Mario Giordano, i quali, con un segno tangibile, mi hanno fatto capire di andare avanti!

Ringrazio la Ditta Mascioni per aver accettato la proposta di lavoro, per avermi dato fiducia, e i suoi collaboratori che  nell’azienda lavorano con impegno, competenza e simpatia. In questa Ditta ho trovato una vera Famiglia Mascioni di nome e di fatto. Ringrazio vivamente il M° Massimo Nosetti per la preziosa e competente consulenza; Mons. Giuseppe Versaldi per la benedizione di quest’organo, pregio non solo di questa comunità, ma di tutta la Diocesi. Questa comunità affida al Signore non solo questo strumento, ma soprattutto la vita delle proprie famiglie, nella speranza, fatica, gioia e sofferenza di ognuno, perché il Signore realizzi nella sua provvidenza ogni sogno che sta nel profondo di ogni cuore: la musica, infatti, può dire le cose che il cuore sogna.

don Claudio, il parroco