Chiesa di San Domenico

Breve storia dello strumento

Nel 1878 Giovanni Mentasti, fratello di Paolo Mentasti, organaro che visse in Casale Monferrato, amplia lo strumento e lo incrementa con un Organo Espressivo con relativa tastiera (tastiera inferiore) e meccaniche, sistemato sopra il canneggio del Grand’Organo (tastiera superiore). Al Pedale aggiunge anche un registro di Basso di 8′ alla pedaliera.
Nel 1898 Giuseppe Gandini riaccorda lo strumento, sostituisce la vecchia pedaliera a leggio con una rettilinea di tipo moderno e di 24 pedali, sostituisce i registri ad ancia del grand’Organo con altri (due Violini soprani e l’Oboe) più conformi alla riforma ceciliana e trasforma il registro di Trombone 8′ bassi alla pedaliera in Bombarda 16′ bassi.
Nel 1931 Giuseppe Gandini ritorna in San Domenico, riaccorda l’organo, mette i freni armonici alle canne di prospetto e a molte canne interne e aggiunge i seguenti registri: Viola bassi, Bordone e Unda Maris al G.O.
Nel 1960 la ditta Krengli di Novara fa una pulitura generale dello strumento ormai in condizioni precarie.
Con il recente restauro a opera dell’organaro Fabio Stocco di Valenza è stata recuperata la disposizione fonica del 1878; sono state ricostruite le ance mancanti, il Ripieno è stato riordinato secondo i ritornelli originali e sono stati ricostruiti i Campanelli, ora posizionati sopra alla consolle.

Dipsosizione fonica prima dell’intervento di restauto

Organo Eco

Organo Principale e Pedale

Colonna sx

Colonna dx

Principale 8 bassi
Principale 8 soprani
Ottava 4 bassi
Ottava 4 soprani
XV bassi
XV soprani
XIX
Ripieno
Ripieno

Oboe 8 bassi
Oboe 8 soprani
Bordone 8 soprani
Celeste soprani
Celeste bassi
Flauto d’armonia soprani
Viola soprani
Quinta e ottava al pedale

Corno dolce 16 soprani
Flauto traverso 8 soprani
Tromba 8 soprani
Viola 8 bassi
Bordone 8 soprani
Viola 8 soprani
Fagotto 8 bassi
Celeste soprani
Celeste bassi
Ottavino soprani
(vuoto)
Flauto armonico 4 bassi
Flauto armonico 4 soprani
Flauto in XII soprani
Cornetto 4 voci
Voce umana 8 soprani
Terza mano
(vuoto)
Timpani
Bombarda
Unione due organi
(vuoto)
(vuoto)

Principale 16 bassi
Principale 16 soprani
Principale I 8 bassi
Principale I 8 soprani
Principale II 8 bassi
Principale II 8 soprani
Ottava 4 bassi
Ottava 4 soprani
XII bassi
XII soprani
XV bassi
XV soprani
Ripieno
Ripieno
Ripieno
Ripieno
Contrabasso 16
Ottava al Pedale
(vuoto)
(vuoto)
(vuoto)

Dipsosizione fonica attuale

Organo Eco

Organo Principale e Pedale

Colonna sx

Colonna dx

Principale 8 bassi
Principale 8 soprani
Ottava 4 bassi
Ottava 4 soprani
Quintadecima bassi
Quintadecima soprani
Decima nona
Vigesima seconda
XXVI – XIX

Clarino 8 bassi
Clarino 8 soprani
Violoncello 16 soprani
Flauto in ottava bassi
Flauto in ottava soprani
Ottavino 2 soprani
Flauto in selva 8 soprani
Voce umana 8 soprani
Unione dei due organi

Corno dolce 16 soprani
Flauto traverso 8 soprani
Tromba 8 soprani
Fagotto 8 bassi
Corno inglese 16 soprani
Trombe forti 16 soprani
Clarone 4 bassi
Clarinetto 16 soprani
Viola 4 bassi
Flauto in selva 8 soprani
Ottavino 2 soprani
Flauto in ottava  bassi
Flauto in ottava soprani
Flauto in XII soprani
Cornetto 2 file
Voce umana 8 soprani
Terza mano
Campanelli alla tastiera
Timpani in tutti i tuoni
Bombarda 16 ai pedali

Principale 16 bassi
Principale 16 soprani
Principale I 8 bassi
Principale I 8 soprani
Principale II 8 bassi
Principale II 8 soprani
Ottava 4 bassi
Ottava 4 soprani
Duodecima bassi
Duodecima soprani
Quintadecima bassi
Quintadecima soprani
Decimanona
Vigesima seconda
Vigesima sesta
Vigesima nona
XXXIII – XXXVI
XL – XLIII
Contrabasso 16 e rinforzi
Bassi armonici 8

Chiesa Parrocchiale di Casale Popolo

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Organo G. Mola (fine XIX sec.)
Manuale
Principale 8′ bassi
Principale 8′ soprani
Ottava 4′ bassi
Ottava 4′ soprani
Decimaquinta 2′
Ripieno 4 file
Flauto 8′ bassi
Flauto 8′ soprani
Viola 4′ bassi
Violone 8′ bassi
Viola 8′ soprani
Unda maris 8′
Pedale
Bordone 16′
Ottava 8′

Chiesa di S. Antonio

Organo Tamburini op. 522 del 1966

Disposizione fonica

Unioni elettriche
1. II / I
2. Grave II
3. Acuta II
4. Grave II / I
5. Acuta II / I 
I Tastiera – G. O. (61 note)
6. Principale 16′
7. Principale 8’
8. Flauto 8’
9. Ottava 4’
10. Decimaquinta 2′
11. Sesquialtera 2 file
12. Ripieno 6 file
13. Fagotto 16’
14. Tromba 8’
15. Tromba 8’ En Chamade
16. Voce umana 8’
17. Unione I / pedale 
18. Unione II / pedale 
19. Unione tastiere 
 II Tastiera – Rec. (61 note)
20. Principale 8’
21. Bordone 8’
22. Viola 8’
23. Principalino 4’
24. Flauto a camino 4’
25. Nazardo 2’ 2/3
26. Flautino 2’
27. Pienino 5 file
28. Voce celeste 8’
29. Oboe 8’
30. Tremolo
31. Tromba 8’ En Chamade
Pedale (32 note)    
32. Contrabbasso 16’
33. Subbasso 16′
34. Basso 8’
35.  Bordone 8’
36. Corno di notte 4’
37. Trombone 16’
38. Fagotto 16’
39. Trombone 8’
40. Clarone 4′
41. Tromba 8’ En Chamade

Centralino Eltec ‘DG 25’ per la gestione della trasmissione e delle combinazioni (5 x 537) con sequencer.

Chiesa di San Paolo

San Paolo 2

 

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Disposizione fonica dell’organo Giovanni Franzetti costruito nel 1859 e restaurato nel 2014 dalla Bottega Organara Fabio Stocco di Valenza (AL)

Registri disposti su due file a destra della consolle.

Tastiera di 61 note con divisione bassi/soprani al Do 25

Pedaliera “a leggio” di 20 tasti: 12 note reali con ritornello al Do 13.

 

Colonna di sinistra

 

Corno Dolce 16’

Flauto traverso 8’

Flautino 2’

Flauto 4’

Fagotti bassi 8’

Trombe soprani 8’

Clarone 4’

Corno Inglese 16’

Viola bassi 8’

Violino soprani 8’

Cornetto 3 file

Voce umana 8’

Tromboni 12’

Campanelli

 

Colonna di destra

 

Principale bassi 16′

Principale soprani 16’

Principale bassi 8’

Principale soprani 8’

Ottava bassi 4’

Ottava soprani 4’

Decimaquinta bassi 2’

Decimaquinta soprani   2’

Decimanona

Vigesimaseconda

Vigesimasesta

Trigesimaterza e sesta

Trigesimasesta e Trigesimanona

Bassi Armonici 6’

Contrabassi rinforzi 16’

 

Terza Mano (tasto n. 18) e Timballone (tasto n. 20)

2 Pedaloni per “Tiratutti” e “Combinazione Lombarda”

5 Pedaletti frontali per: Tromba & Fagotto, Corno inglese, Flauto traverso,  Corno dolce, Ottavino

 

 

 

 

 

 

Chiesa di S. Caterina

grisanti 01 modificatoOrgano Liborio Grisanti 1740
disposizione fonica
Principale 4’
Ottava  2
XV 1’
XIX
XXII
Tiratutti
Voce umana 4’
Flauto 4’
Pedaletto per l’inserimento del contrabbasso di 8’ piedi.

 

 


Storia dello strumento

Quest’organo fu costruito a mie spese, e cioè di Giulio Cesare Lasagna di Altavilla, dal retroscritto signor Liborio Grisanti di Napoli; poiché piaceva ai confratelli di S. Pietro Apostolo di questa città, dietro loro richiesta, fu portato a Casale. Siccome questi però, in un secondo tempo, lo disprezzavano (forse perché lo cedessi loro a basso prezzo ), più accorti di quelli, lo acquistarono i confratelli di S. Giuseppe per 450 lire di Piemonte, insieme al loro
organo, il 10 marzo 1744.(1)

Questa scritta, in lingua latina, si trova all’interno dello strumento ,
esattamente sul retro del frontalino che con la dicitura “ OPUS LIBORIJ GRISANTI A NEAPOLI 1740 ” attesta la paternità del costruttore.

Il canonico don Giulio Cesare Lasagna, organista della Chiesa di S. Maria Maggiore di Piazza in Casale,(2) risentito da questa inaspettata reazione dei confratelli di S.Pietro Apostolo, ha voluto che i posteri venissero a conoscenza di questa vicenda.

Oggi, questo strumento di eccezionale interesse storico, essendo l’organo più antico della città di Casale Monferrato, è stato restaurato per conto della Soprintendenza per i beni artistici e storici  del Piemonte dall’organaro Mario Marzi di S.Maurizio d’Opaglio (Novara).

Proveniente dal matroneo a sinistra dell’Altare della chiesa di S.Giuseppe in via Lanza, rappresenta, forse una tra le prime testimonianze in Piemonte, dell’attività di Liborio Grisanti.

I pomelli in ottone posti a destra della tastiera per l’inserimento dei re
gistri e la disposizione delle bocche delle canne di facciata a forma di ghirlanda ne fanno un tipico organo di scuola  napoletana. Anche la realizzazione dei somieri presentano particolari costruttivi  che lo distinguono dalla produzione organaria di scuola piemontese.

Della vita e di come  Liborio Grisanti si trovasse ad operare in Asti non lo sappiamo.

Le uniche  notizie le troviamo grazie alle ricerche del maestro Giuseppe Gai, (3) che fa luce su alcuni particolari come la data di morte che risale  al 25 settembre 1769 e la stesura del catalogo degli strumenti realizzati. (4)

Ritornando allo strumento,  esso è  racchiuso in un  mobile con due portelle  simile ad un armadio;

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si presentano tre piramidi di canne di facciata, un’unica tastiera  di 45 tasti con prima ottava corta, e alcune lesene con capitelli elegantemente intagliati. Ai lati troviamo maniglie e staffe che potevano permettere, non senza fatica lo spostamento.

In realtà questo strumento si può definire un positivo ottavino; una terminologia che definisce un organo di piccole dimensioni, impostato sulla base del quattro piedi e appunto con la possibilità di essere trasportato.

Il mobile, fu successivamente ampliato, per ospitare i contrabbassi collegati a una pedaliera a leggio di 13 pedali.

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Questa operazione è attribuibile a  Paolo Mentasti di Novara che verso il 1881 si  trasferì a Casale in via Torino. (5)